
16/02/09
Prendo spunto dalla presenza del Ministro Gelmini alla presentazione del Rapporto sulla scuola 2009 della Fondazione G. Agnelli, il giorno 11 febbraio. In quell’occasione, il Ministro ha messo in evidenza, fra le altre cose, come sia necessario un nuovo sistema di reclutamento per gli insegnanti ed ha richiamato l’attenzione su un ddl dell’On. Valentina Aprea, Presidente della VII Commissione Cultura della Camera, fra l’altro presente in sala.
Il ddl è un vero faro illuminante per quanto riguarda alcuni aspetti della riorganizzazione del sistema scolastico ed in particolare sulla rivalutazione della figura dell’insegnante e sull’autonomia scolastica.
In particolare, il Ministro punta su un sistema di abilitazioni a livello nazionale, che consente ai docenti di accedere ai concorsi su base regionale ed infine a presidi e docenti vincitori dei concorsi, di scegliersi a vicenda. Si verrebbe così ad avere l’avanzamento di carriera anche in base al merito oltre che per anzianità. Proprio le richieste espresse dagli insegnanti stessi ed emerse dal Rapporto sulla scuola della Fondazione.
E cioè:
1) abolizione delle graduatorie (sono più di 8000) fra le quali 1500 in carenza di insegnanti
2) la creazione di un albo degli insegnanti
3) creazione di una progressione di carriera in base al merito e di incentivi
4) differenziare le retribuzioni su base meritocratica e di impegno
Fra l’altro, le stesse proposte presenti nei Piani Programmatici di Università e scuole di grado inferiore, del MIUR.
Nel ddl dell’On. Aprea, e nello specifico al capo III, è delineata molto bene un’idea di docente, del suo stato giuridico, delle modalità di formazione e reclutamento.
Innanzitutto, sono indicate le caratteristiche del docente, che lo riportano poi al suo ruolo centrale nell’educazione del giovane. L’educazione dei giovani all’autonomia personale e alla responsabilità. Perseguire idonei livelli di competenza culturale, tecnica, scientifica e professionale nel rispetto delle singole personalità e delle differenze individuali.
La collaborazione con le famiglie di ogni singolo alunno come uno dei punti centrali, nella libertà di scelta dei contenuti e delle metodologie didattiche, in rispetto dei POF usciti dal collegio dei docenti.
Il capo III delinea poi tutti gli aspetti del disegno di legge riguardante l’articolazione dei percorsi di formazione dei docenti, l’Albo Regionale di cui parla anche il Ministro, il contratto di inserimento formativo al lavoro, il concorso d’istituto, l’articolazione professionale.
Un ddl, insomma, dove viene presentata una riforma sostanziale per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie oltre che, come detto, dello stato giuridico dei docenti.
La speranza è che venga convertito al più presto in legge, per dare finalmente alla tanto auspicata autonomia scolastica e per dare veramente al ruolo dei genitori e degli insegnanti l’aspetto centrale e di grande responsabilità che meritano.
Grazie.
Giulio Bazzocchi
Link:
Professori in carriera.pdf
ddl Aprea.pdf
Rapporto_sulla_Scuola_in_Italia_-_Roma__11.02.09.pdf
E’ una conquista storica per la nostra scuola, quella che hanno presentato ieri in conferenza stampa il Ministro Gelmini e dal Ministro per i rapporti con le Regioni Fitto: l’ACCORDO ISTITUZIONALE SULL’EDILIZIA SCOLASTICA e l’intesa sul RIDIMENSIONAMENTO DEGLI ISTITUTI. Già in “MISSIONE SCUOLA 6″, mettemmo in evidenza come il Ministro Gelmini, con grande senso del dovere e lungimiranza, ha fatto inserire in sede di discussione del dl 137 del 1/9/08 (divenuto poi legge 169 del 30/10/08) un apposito articolo, il 7bis, dove si predispone un piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, destinando un importo non inferiore al 5% delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche. In più, istituisce una task force per definire gli interventi per mettere in sicurezza almeno 100 edifici scolastici con aspetti particolarmente critici sotto il profilo della sicurezza sismica, di concerto con la Conferenza unificata delle regioni. In più, venne richiesta entro e non oltre la fine di gennaio 2009 l’Anagrafe degli edifici scolastici. Un’assunzione di responsabilità a tutto campo, un richiamo alla condivisione delle responsabilità, ognuno per la propria competenza, perché “sarebbe troppo facile puntare il dito contro gli altri: la sicurezza dei nostri figli riguarda tutti e che non intendo scaricare su nessuno”. Un impegno per potenziare e migliorare il monitoraggio e nel coordinare le istituzioni. Ed ora il compimento di tale sforzo organizzativo e operativo. Uno sforzo collettivo, con la partecipazione di enti locali e Regioni per stilare l’anagrafe strutturale e non strutturale delle scuole. L’anagrafe strutturale è la situazione relativa alla sicurezza dei muri dello stabile scolastico, mentre l’anagrafe non strutturale riguarda i controsoffitti, le tramezzature, i parapetti, ecc. La prima, già pronta; per la seconda è stata siglata ieri, 29 gennaio, l’intesa per la raccolta e la trasmissione al ministero, da parte della Conferenza unificata Stato-Regioni. Saranno costituiti dei gruppi di lavoro in ogni regione, che nomineranno della squadre tecniche che compileranno la scheda di rilevazione dati. Entro 6 mesi, le attività dovranno essere ultimate. Si provvederà poi, in presenza di situazioni di criticità, all’intervento immediato, attraverso la comunicazione tempestiva all’ente locale competente e dei Vigili del Fuoco. Per attuare tutto ciò il Ministero, nonostante le difficoltà economiche che caratterizzano il periodo, ha voluto investire significativamente, attraverso ad uno stanziamento di 300 milioni di euro, come da decreto MIUR del 18/7/08, grazie anche al contributo di Regioni ed enti locali. Stessa cosa per il 2009. Come dicevamo prima, col dl 137 sono state sbloccate risorse per almeno 100 edifici fra i più a rischio, più uno snellimento delle procedure per l’utilizzo delle risorse. Con lo stesso decreto legge, l’assegnazione all’edilizia scolastica di una percentuale non inferiore al 5% delle risorse derivanti dal Programma sulle infrastrutture strategiche. Con ordinanza del CdM del 13/11/08, la ripartizione di un fondo apposito per l’adeguamento strutturale e antisismico per 20 milioni di euro annui, da risparmio delle “spese per la politica”. Per le scuole medie e superiori, 100 milioni di euro, da Protocollo d’intesa fra MIUR e INAIL. Infine, una quota delle risorse nazionali del FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate), come finalità di primario interesse strategico nazionale.
Nel PIANO e-gov 2012, (cfr. www.governo.it ) redatto dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, al fine di mettere in atto la diffusione dei servizi di rete, l’accessibilità e la trasparenza della P. A., per avvicinarla alle esigenze di cittadini e imprese, come da protocollo di Lisbona, la scuola è posto come primo obiettivo strategico. Inoltre, altra novità, il piano di ridimensionamento della rete scolastica, che non seguirà, come afferma lo stesso Ministro Gelmini, criteri ragionieristici ma il diritto allo studio. L’accorpamento, inoltre, che interesserà per iniziare circa 3000 scuole, sarà u accorpamento di autonomie (dirigenti o personale amministrativo). Tutto questo farà risparmiare alle casse del Ministero 85 milioni di euro in due anni. (cfr. Il Messaggero 30 gennaio 2009).
Impegni mantenuti, dunque, per il bene dei nostri figli. Se mai ce ne fosse stato ancora il bisogno, il cuore e la volontà di chi ci guida sono venuti fuori, per il bene comune.
Giulio Bazzocchi
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