LA “FASE 2″ DELLA RIFORMA

Gelmini La Voce 5 settembre 2009

PETIZIONE PER L’ASSESSORE ALLA SCUOLA STAMBOULIS: 200 FIRME!

Durante l’estate, come annunciato, siamo andati fuori dai Cre, Crem e Cren per raccogliere le firme da portare all’Assessore Stamboulis.

Il testo della petizione: 

Perché le decisioni politiche che riguardano i cittadini e nello specifico le famiglie, siano prese sì in Consiglio comunale ma a seguito di un confronto volto a sentire il parere di chi, ogni giorno, vive la scuola ed educa i nostri figli, cioè i genitori. 

 Una proposta: l’Assessore istituisca un tavolo di confronto presso gli Istituti Comprensivi e i Circoli Didattici, con i Dirigenti e i Presidenti del Consiglio d’Istituto in rappresentanza delle famiglie. Il suo ruolo istituzionale è, in questo senso, privilegiato e può portare veramente il cittadino ad una piena partecipazione alla vita Politica della propria città.

ECCO LE TAPPE

CREM SCUOLA DELL’INFANZIA “G.  A. MONTI” RAVENNA

http://circolomore.wordpress.com/2009/07/15/il-forum-per-una-scuola-libera-protagonista-al-crem-della-scuola-materna-g-a-monti/

LA CONFERENZA STAMPA PER PRESENTARE L’INIZIATIVA

SUL RESTO DEL CARLIO 16 LUGLIO 2009

http://mirkodecarli.files.wordpress.com/2009/07/de-carli-e-bazzocchi-su-petizione-per-tavolo-sulla-scuola-a-ravenna-carlino-16-07-09.pdf

CORRIERE DI RAVENNA

http://mirkodecarli.files.wordpress.com/2009/07/de-carli-e-bazzocchi-su-petizione-per-tavolo-sulla-scuola-a-ravenna-corriere-16-07-09.pdf

LA VOCE

http://mirkodecarli.files.wordpress.com/2009/07/de-carli-e-bazzocchi-su-petizione-per-tavolo-sulla-scuola-a-ravenna-la-voce-16-07-09.pdf

AL CRE DI PORTO FUORI, SCUOLA PRIMARIA “CAVINA”

http://circolomore.wordpress.com/2009/07/30/il-forum-per-una-scuola-libera-protagonista-al-crem-della-scuola-primaria-cavina-di-porto-fuori/

ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA “I DELFINI DI PUNTA MARINA T.

http://circolomore.wordpress.com/2009/08/12/il-forum-per-una-scuola-libera-e-giovane-italia-protagonisti-al-crem-della-scuola-elementare-i-delfini-di-punta-marina-di-ravenna/

ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA “M. PASI” RAVENNA

http://circolomore.wordpress.com/2009/08/03/il-forum-per-una-scuola-libera-protagonista-al-crem-della-scuola-materna-pasi-di-ravenna/

 

 

 

INFORMIAMOCI SULLA RIFORMA

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NORMATIVA NEWS

 

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OTTOBRE 2009

Sedi, alunni, classi, dotazioni organiche del personale della scuola statale Situazione di Organico di Diritto Anno Scolastico 2009/2010

http://www.pubblica.istruzione.it/mpi/pubblicazioni/2009/allegati/CO-CQ-Organico_di_diritto_2009_2010-1.1.pdf

SETTEMBRE 2009

ATTO D’INDIRIZZO DEL MINISTRO GELMINI

http://www.pubblica.istruzione.it/news/2009/allegati/atto_di_indirizzo_8_settembre_2009.pdf

CM 70 DEL 24/7/09 SULLE MINORANZE LINGUISTICHE

http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/cm70_09.shtml

AGOSTO 2009

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=378128&START=1&2col=

Anno scolastico 2009/2010 – Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente, educativo ed ATA: http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/prot12360_09.shtml

IL REGOLAMENTO SUL COORDINAMENTO DELLA NORME PER LA VALUTAZIONE DEGLI aLUNNI:  http://www.gazzettaufficiale.it/guridb//dispatcher?task=attoCompleto&service=1&datagu=2009-08-19&redaz=009G0130&connote=false

REGOLAMENTO SUGLI ORGANICI DEL PERSONALE ATA:

http://www.gazzettaufficiale.it/gunewsletter/dettaglio.jsp?service=1&datagu=2009-08-17&task=dettaglio&numgu=189&redaz=009G0132&tmstp=1250580349601

IL DM 73 sulle assunzioni a tempo indeterminato di docenti e personale ATA a. s. 2009-2010: dm73_09

E, nel sito del Ministero, le tabelle allegate, Regione per Regione: http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/prot12096_09.shtml

IL DM 58 sul contingente dei Dirigenti scolastici e l’integrazione di altri 647: http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/dm58_09.shtml

http://www.pubblica.istruzione.it/news/2009/avviso040809.shtml

LUGLIO 2009

IL REGOLAMENTO SUL NUOVO ASSETTO DEL PRIMO CICLO DI STUDI:

http://www.gazzettaufficiale.it/gunewsletter/dettaglio.jsp?service=1&datagu=2009-07-15&task=dettaglio&numgu=162&redaz=009G0099&tmstp=1247730678254

LA CIRCOLARE MINISTERIALE NR. 63 DEL 6 luglio 2009 sugli organici dei docenti e personale ATA:

http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/allegati/cm63_09.pdf

18/3/09

CRITERI E PARAMETRI PER L’ASSEGNAZIONE DEI CONTRIBUTI ALLE SCUOLE PARITARIE PER L’A.S. 2008/09: dm34_09

6/3/09

Direttiva su Cittadinanza e Costituzione: documento-di-indirizzo-citt-e-cost-def

25/02/09

Protocollo sull’assegnazione di assistenti di lingue straniere per l’a. s. 2009/2010:  all_prot13311

E sulla formazione in ingresso per il personale docente: prot2360_09

24/02/09 

La bozza del Prof. Israel sulla formazione degli insegnanti. Il Ministro Gelmini ha insediato qualche mese fa un “Gruppo di lavoro per la formazione degli insegnanti”, presieduto dal prof. Giorgio Israel, composto da docenti universitari e da funzionari del Ministero con il compito di elaborare un Regolamento per la formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado: bozza-israel-varroneisrael2-3nuovo17-02-09

10/2/09

E’ uscita oggi la circolare ministeriale nr. 16 sull’dozione dei libri di testo per l’a. s. 2009/2010. Per visualizzarla cliccate qui: cm16_09

In tema di autonomia scolastica, valorizzazione della figura dell’insegnante, il ddl di Valentina Aprea, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati: ddl-aprea

03/02/09

Ecco la circolare ministeriale nr. 12 del 2/2/09, su recupero delle carenze formative. Per visualizzare: cm12_09

Per essere sempre informati sulle ultime novità normative che riguardano il mondo della scuola. Questa settimana, la circolare su “Indicazioni e istruzioni per le iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno 2009-2010″. In più, il decreto ministeriale sul ritorno del voto in condotta che fa media E LA CIRCOLARE SU ALCUNI CHIARIMENTI PER IL VOTO IN CONDOTTA E IL VOTO DI EDUCAZIONE FISICA CHE FA MEDIA. Per visualizzare cliccate qui: circolare-nr-4-del-16109,  decreto-ministeriale-5-del-16109, circolare-n1-10-del-23-gennaio-2008  Seguiteci!!!

L’ACCORDO ISTITUZIONALE SULL’EDILIZIA SCOLASTICA

UNA CONQUISTA, PER RIDARE ALLE NOSTRE SCUOLE UNA STRUTTURA MODERNA E SENZA RISCHI PER I NOSTRI FIGLI.

Per visualizzare cliccate qui:

accordo-istituzionale-edilizia-scolastica

  

 

 

LE NOVITA’ SU LICEI E ISTITUTI TECNICI

Scuola, CdM approva riforma dei licei, si parte dal 2010

Da 400 indirizzi sperimentali a 6 licei
più autonomia per le scuole e razionalizzazione dei piani di studio

  Roma, 12 giugno 2009
Approvata oggi in prima lettura dal Consiglio dei Ministri la riforma dei licei. Si tratta di una riforma epocale che partirà dal 2010 e che segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema scolastico italiano. L’impianto complessivo dei licei, infatti, risale alla legge Gentile del 1923.

Con questa riforma si vuole:

  • fornire maggiore sistematicità e rigore e coniugare tradizione e innovazione;
  • razionalizzare i piani di studio, privilegiando la qualità e l’approfondimento delle materie di studio;
  • caratterizzare accuratamente ciascun percorso liceale;
  • riconoscere ampio spazio all’autonomia delle istituzioni scolastiche;
  • consentire una più ampia personalizzazione, grazie a quadri orari ridotti che danno allo studente la possibilità di approfondire e recuperare le mancanze.

Il Regolamento recante “revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei” approvato oggi completa la riforma della scuola secondaria superiore avviata dal ministro Mariastella Gelmini con la riforma degli istituti tecnici e professionali e partirà dal 2010.

Il nuovo modello dei licei partirà gradualmente, coinvolgendo a partire dall’anno scolastico 2010-2011 le prime e le seconde. La riforma entrerà a regime nel 2013.

Le novità della riforma:

Per cancellare la frammentazione e consentire alle famiglie e agli studenti di compiere scelte chiare i 396 indirizzi sperimentali, i 51 progetti assistiti dal Miur e le tantissime sperimentazioni attivate saranno ricondotte in 6 licei.

Rispetto al vecchio impianto che prevedeva solo il liceo classico, il liceo artistico e lo scientifico, oltre all’istituto magistrale quadriennale e a percorsi sperimentali linguistici, con la riforma avremo:

  • Liceo artistico, articolato in tre indirizzi:
    • arti figurative – a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di cogliere i valori estetici nelle opere artistiche ed individuare le problematiche estetiche, storiche, economiche, sociali e giuridiche connesse alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici e culturali;
    • architettura, design, ambiente – a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di conoscere e utilizzare i codici della comunicazione visiva e audiovisiva nella ricerca e nella produzione artistica, in relazione al contesto storico-sociale;
    • audiovisivo, multimedia, scenografia – a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di impiegare tecnologie tradizionali e innovative nella ricerca, nella progettazione e nello sviluppo delle proprie potenzialità artistiche.
  • Liceo classico. Con la riforma sarà finalmente introdotto l’insegnamento di una lingua straniera per l’intero quinquennio.
  • Liceo scientifico. Oltre al normale indirizzo scientifico le scuole potranno attivare l’opzione scientifico tecnologica che consentirà l’approfondimento della conoscenza di concetti, principi e teorie scientifiche e di processi tecnologici, anche attraverso esemplificazioni operative.
  • Liceo linguistico. Il liceo linguistico prevederà l’insegnamento di 3 lingue straniere. Dalla terza liceo un insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera e dalla quarta liceo un secondo insegnamento sarà impartito in lingua straniera. 
  • Liceo musicale e coreutico. E’ una delle novità della riforma. Il liceo musicale sarà articolato nelle due sezioni musicale e coreutica. Inizialmente saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche e potranno essere attivati in collaborazione con i conservatori e le accademie di danza per le materie di loro competenza.
    Gli studenti, a conclusione del percorso di studio, devono essere in grado di:

    • cogliere i valori estetici delle opere musicali;
    • conoscere repertori significativi del patrimonio musicale e coreutico nazionale e internazionale, analizzandoli mediante l’ascolto, la visione e la decodifica dei testi;
    • individuare le ragioni e i contesti storici relativi ad opere, autori, personaggi, artisti, movimenti, correnti musicali e allestimenti coreutici;
    • conoscere ed analizzare gli elementi strutturali del linguaggio musicale e coreutico sotto gli aspetti della composizione, dell’interpretazione, dell’esecuzione e dell’improvvisazione;
    • conoscere le relazioni tra musica, motricità, emotività e scienze cognitive.
  • Liceo delle scienze umane. Altra novità della riforma è il liceo delle scienze umane.  Sostituisce il liceo sociopsicopedagogico portando a regime le sperimentazioni avviate negli anni scorsi. Il piano di studi di questo indirizzo si basa sull’approfondimento dei principali campi di indagine delle scienze umane, della ricerca pedagogica, psicologica e socio-antropologico-storica.
    • Le scuole potranno attivare l’opzione sezione economico-sociale in cui saranno approfonditi i nessi e le interazioni fra le scienze giuridiche, economiche, sociali e storiche.

Altre novità introdotte:

  • valorizzazione della lingua latina. Il latino è presente come insegnamento obbligatorio nel liceo classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane; come opzione negli altri licei;
  • incremento orario della matematica, della fisica e delle scienze per irrobustire la componente scientifica nella preparazione liceale degli studenti (gli insegnamenti di fisica e scienze possono essere attivati dalle istituzioni scolastiche anche nel biennio del liceo classico);
  • potenziamento delle lingue straniere con la presenza obbligatoria dell’insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia.
  • presenza nel liceo scientifico di una opzione in cui confluisce l’esperienza del liceo tecnologico, che ha rappresentato negli anni trascorsi un significativo filone di innovazione;
  • presenza delle discipline giuridiche ed economiche sia nel liceo scientifico (opzione tecnologica), sia nel liceo delle scienze sociali (opzione economico-sociale), sia negli altri licei attraverso la quota di autonomia.
  • insegnamento, nel quinto anno, di una disciplina non linguistica in lingua straniera, che ci allinea alle migliori esperienze del resto d’Europa.
  • Sarà valorizzata la qualità degli apprendimenti piuttosto che la quantità delle materie. I quadri orari saranno adeguati a quelli dei Paesi che hanno raggiunto i migliori risultati nelle classifiche Ocse Pisa come la Finlandia (856 ore all’anno). Il quadro orario sarà annuale e non più settimanale, in modo da assegnare alle istituzioni scolastiche una ulteriore possibilità di flessibilità.
    Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel secondo biennio e nel 5° anno, ad eccezione del classico (31 ore negli ultimi tre anni), per preservare le caratteristiche rafforzando la lingua straniera, dell’artistico (massimo 35), musicale e coreutico (32), perché questi ultimi prevedono materie pratiche ed esercitazioni.
  • Entrano a regime le sperimentazioni che hanno coinvolto gli istituti d’arte, i percorsi musicali, i vecchi istituti magistrali e le sperimentazioni scientifico tecnologiche e linguistiche, queste ultime nate dall’esperienza delle scuole non statali, private o degli enti locali.

Nuova organizzazione

La nuova organizzazione dei licei prevede:

  • Maggiore autonomia scolastica:
    • Possibilità per le istituzioni scolastiche di usufruire di una quota di flessibilità degli orari del 20% nel primo biennio e nell’ultimo anno e del 30% nel secondo biennio. Attraverso questa quota, ogni scuola può decidere di diversificare le proprie sezioni, di ridurre (sino a un terzo nell’arco dei 5 anni) o aumentare gli orari delle discipline, anche attivando ulteriori insegnamenti previsti in un apposito elenco.
    • Possibilità di attivare ulteriori insegnamenti opzionali anche assumendo esperti qualificati attraverso il proprio bilancio.
  • Un rapporto più forte scuola-mondo del lavoro-università
    Possibilità, a partire dal secondo biennio, di svolgere parte del percorso attraverso l’alternanza scuola-lavoro e stage o in collegamento con il mondo dell’alta formazione (università, istituti tecnici superiori, conservatori, accademie).
  • Nuove articolazioni del collegio dei docenti:
    • costituzione in ogni scuola di dipartimenti disciplinari, che riuniscono i docenti di uno stesso ambito disciplinare, per sostenere la didattica, la ricerca, la progettazione dei percorsi.
    • costituzione di un comitato scientifico composto paritariamente da docenti ed esperti del mondo della cultura e del lavoro.

Dipartimenti disciplinari e comitato scientifico non ledono comunque la sovranità del collegio docenti.

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Riordino istruzione tecnica e professionale
   

Roma, 28 maggio 2009

Finalmente con il riordino dell’istruzione tecnica e professionale, inizia oggi il processo di riforma della scuola secondaria.
Questa mattina, infatti, dopo 78 anni dall’ultimo riordino datato 1931, il Consiglio dei Ministri ha approvato 2 Regolamenti che riformano gli istituti tecnici e gli istituti professionali.
Le norme introdotte con i nuovi Regolamenti riorganizzano e potenziano questi istituti a partire dall’anno scolastico 2010-2011 come scuole dell’innovazione.
“Il rilancio della cultura tecnica e professionale – ha affermato il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini – è la migliore risposta della scuola alla crisi, perché favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio del made in Italy e perché consente una pluralità di scelte formative integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di dispersione scolastica.
I nuovi regolamenti vanno in continuità con il già annunciato scopo di rilanciare e potenziare la formazione tecnica e professionale – ha ribadito il ministro – che ha già dato importanti risultati come un aumento del numero degli iscritti già per il prossimo anno, soprattutto nelle regioni con maggiore presenza industriale.
Recenti indagini dimostrano che esiste una domanda di tecnici che è esattamente il doppio dell’offerta (300.000 tecnici richiesti dalle imprese contro i 140.000 attualmente offerti). Iscriversi ai nuovi istituti tecnici e professionali consentirà ai giovani maggiori opportunità occupazionali e una riduzione dei tempi di transizione tra scuola, formazione e lavoro”.
Ecco i punti principali dei due regolamenti:

Riordino degli istituti tecnici


Attualmente in Italia gli istituti tecnici sono 1.800 suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi. Le classi dei tecnici sono 40.307 frequentate da 873.522 alunni.
Con il nuovo Regolamento, invece, si è puntato a limitare la frammentazione degli indirizzi, rafforzando il riferimento ad ampie aree scientifiche e tecniche di rilevanza nazionale.

Nuovi istituti tecnici: 2 settori e 11 indirizzi
I nuovi istituti tecnici si divideranno in 2 settori: economico e tecnologico ed avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti).

Nel settore economico sono stati inseriti 2 indirizzi:

  1. amministrativo, finanza e marketing;
  2. turismo.

Nel settore tecnologico sono stati definiti 9 indirizzi:

  1. meccanica, meccatronica ed energia;
  2. trasporti e logistica;
  3. elettronica ed elettrotecnica;
  4. informatica e telecomunicazioni;
  5. grafica e comunicazione;
  6. chimica, materiali e biotecnologie;
  7. sistema moda;
  8. agraria e agroindustria;
  9. costruzioni, ambiente e territorio.

Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti tecnici confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.

Più ore di laboratorio
Il Regolamento prevede, inoltre, lo sviluppo di metodologie innovative basate sulla didattica laboratoriale, ovvero su una metodologia che considera il laboratorio un modo efficace di fare scuola in tutti gli ambiti disciplinari, compresi gli insegnamenti di cultura generale (per esempio. Italiano e storia).

Gli indirizzi del settore tecnologico hanno inoltre i seguenti spazi di insegnamento in laboratorio:

  • 264 ore nel biennio;
  • 891 ore nel triennio di cui 561 ore in terza e quarta e 330 ore in quinta.

Più autonomia e flessibilità dell’offerta formativa
I nuovi istituti tecnici sono caratterizzati da un’area di istruzione generale comune a tutti e due i percorsi e in distinte aree di indirizzo che possono essere articolate, sulla base di un elenco nazionale continuamente aggiornato nel confronto con le Regioni e le Parti sociali, in un numero definito di opzioni legate al mondo del lavoro, delle professioni e del territorio. Per questo, gli istituti tecnici avranno a disposizione ampi spazi di flessibilità (30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno) all’interno dell’orario annuale delle lezioni dell’area di indirizzo. Questi spazi di flessibilità si aggiungono alla quota del 20% di autonomia rispetto al monte ore complessivo delle lezioni di cui già godono le scuole. In questo modo possono essere recuperati e valorizzati settori produttivi strategici per l’economia del Paese (come, ad esempio, la plasturgia, la metallurgia, il cartario, le costruzioni aereonautiche ecc.)

Ore dedicate alle 2 aree:

  AREA ISTRUZIONE GENERALE AREA INDIRIZZO
Primo biennio 660 ore 396 ore
Secondo biennio e quinto anno 495 ore 561 ore

Struttura del percorso didattico
Il percorso didattico degli istituti tecnici è strutturato in:

  • un primo biennio, dedicato all’acquisizione dei saperi e delle competenze previsti per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e di apprendimenti che introducono progressivamente agli indirizzi in funzione orientativa;
  • un secondo biennio e un quinto anno, che costituiscono un complessivo triennio in cui gli indirizzi possono articolarsi nelle opzioni richieste dal territorio e dal mondo del lavoro e delle professioni;
  • il quinto anno si conclude con l’esame di Stato. Le commissioni giudicatrici possono avvalersi anche di esperti.

Più inglese
Inoltre sono state incrementate le ore dello studio della lingua inglese ed è stata prevista la possibilità di introdurre lo studio di altre lingue straniere.

Insegnamento di scienze integrate
E’ previsto l’insegnamento di scienze integrate, al quale concorrono, nella loro autonomia, le discipline di “Scienze della terra e biologia”, di “Fisica” e di “Chimica”, con l’obiettivo di potenziare la cultura scientifica secondo una visione sistemica.

Nuovi modelli organizzativi
Il Regolamento prevede l’introduzione di nuovi modelli organizzativi per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione, attraverso la costituzione di

  • Dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti per un aggiornamento costante dei percorsi di studio, soprattutto nelle aree di indirizzo;
  • l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, con composizione pariretica di docenti ed esperti, finalizzato a rafforzare il raccordo sinergico tra gli obiettivi educativi della scuola, le innovazioni della ricerca scientifica e tecnologica, le esigenze del territorio e i fabbisogni professionali espressi dal mondo produttivo;
  • la realizzazione di un Ufficio tecnico per migliorare l’organizzazione e la funzionalità dei laboratori e la loro sicurezza per le persone e per l’ambiente.
  • monitoraggio e valutazione delle innovazioni anche in relazione alle indicazioni dell’Unione europea.

Rafforzato rapporto con il mondo del lavoro e delle professioni
Le norme introdotte hanno come obiettivo la creazione di un raccordo più stretto con il mondo del lavoro e delle professioni, compreso il volontariato e il privato sociale, attraverso la più ampia diffusione di stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro.
I risultati di apprendimento previsti a conclusione degli istituti tecnici saranno definiti entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale, attraverso il più ampio confronto e il pieno coinvolgimento dei docenti, dei dirigenti e del personale degli istituti tecnici.
Per preparare l’applicazione del Regolamento sono previste misure di accompagnamento con attività di Informazione/formazione del personale scolastico sui contenuti della riforma e con una Campagna di informazione in relazione alle scelte per gli studenti e le famiglie per l’anno scolastico 2010/2011.

Riordino istituti professionali

In Italia, attualmente studiano in 1.425 istituti professionali 545.229 alunni, suddivisi in 25.762 classi. Esistono 5 settori di istruzione professionale, con 27 indirizzi.
Con il riordino dell’istruzione professionale sarà riaffermata l’identità di questo tipo di scuola nell’ambito dell’istruzione superiore e i giovani acquisiranno le conoscenze e le competenze necessarie per ricoprire ruoli tecnici operativi nei settori produttivi di riferimento.
Gli studenti e le loro famiglie avranno immediatamente risposte chiare sulle possibilità di inserimento nel mondo del lavoro e sul passaggio all’istruzione universitaria.
Verrà superata la sovrapposizione con l’istruzione tecnica, si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d’istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni. I servizi d’istruzione saranno più efficaci e le risorse utilizzate più efficientemente.

I nuovi istituti professionali
Gli istituti professionali si articolano in 2 macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi e istituti professionali per il settore industria e artigianato. Ai 2 settori corrispondono 6 indirizzi.

Il percorso Settore dei servizi si articola negli indirizzi:

  1. Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale;
  2. Servizi per la manutenzione e l’assistenza tecnica;
  3. Servizi socio-sanitari;
  4. Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera;
  5. Servizi commerciali.

Il percorso Settore industria e artigianato:

  1. produzioni artigianali e industriali

Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti professionali confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.

Ore di insegnamento
Gli istituti professionali avranno un orario settimanale corrispondente di 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti).

Più flessibilità dell’offerta formativa
Gli istituti professionali avranno maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici. In particolare gli spazi di flessibilità nell’area di indirizzo riservati agli istituti professionali, aggiuntivi alla quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano al 25% in prima e seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta.

Nelle quote di flessibilità, è possibile:

  • articolare le aree di indirizzo in opzioni;
  • introdurre insegnamenti alternativi inclusi in un apposito elenco nazionale, definito con decreto ministeriale, per rispondere a particolari esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, senza incorrere in una dispendiosa proliferazione e frammentazione di indirizzi.

La struttura del percorso quinquennale

  AREA ISTRUZIONE GENERALE AREA INDIRIZZO
Primo biennio 660 ore 396 ore
Secondo biennio e quinto anno 495 ore 561 ore

La struttura del percorso quinquennale
Il percorso è articolato in:
2 bienni e 1 quinto anno
(il secondo biennio è articolato in singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione)

Offerta coordinata con la formazione professionale regionale
Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell’ambito dell’offerta coordinata di istruzione e formazione professionale programmata dalle Regioni nella loro autonomia, sulla base di accordi con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Più laboratorio e tirocini

  • Più ore in laboratorio;
  • Stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro per apprendere in contesti operativi soprattutto nel secondo biennio e nel quinto anno.

Nuovi modelli organizzativi
Il Regolamento prevede l’introduzione di nuovi modelli organizzativi per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione, attraverso la costituzione di

  • Dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti per favorire l’integrazione disciplinare e la progettazione formativa;
  • l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, con composizione paritetica di docenti e di esperti del mondo del lavoro, delle professioni, che ha funzioni consultive e di proposta per organizzazione aree di indirizzo e utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità;
  • la realizzazione di un Ufficio tecnico (per gli istituti settore industria e artigianato) con il compito di organizzare in maniera funzionale i laboratori, il loro adeguamento alle innovazioni tecnologiche, le misure necessarie per la sicurezza delle persone e dell’ambiente.

I risultati di apprendimento previsti a conclusione dei percorsi quinquennali degli istituti professionali saranno definiti entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale, attraverso il dialogo con i docenti, i dirigenti e il personale degli istituti professionali, e il confronto con le Regioni e le parti sociali.
Per preparare l’applicazione del Regolamento sono previste misure di accompagnamento con attività di Informazione/formazione del personale scolastico sui contenuti della riforma e con una Campagna di informazione in relazione alle scelte per gli studenti e le famiglie per l’anno scolastico 2010/2011.

CONFERENZA STAMPA PER PETIZIONE ASS. STAMBOULIS

Importante conferenza stampa del Forum “Per una scuola libera” sabato 23 maggio mattina alla Terrazza Einaudi, per rendere pubblica la petizione rivolta all’Assessore alla scuola del Comune di Ravenna Electra Stamboulis, al fine di rendere partecipi delle decisioni politiche del Comune sui servizi per la scuola (pre-post scuola e trasporto scolastico), le famiglie, istituendo tavoli di confronto presso gli Istituti Comprensivi e Circoli Didattici ai quali partecipino i Dirigenti Scolastici e i Presidenti del Consiglio d’Isituto come rappresentanti dei genitori. Alla conferenza stampa erano presenti Giulio Bazzocchi, coordinatore del Forum e Mirko De Carli (FI-PdL) come consulente di Diritto allo Studio.

 Bazzocchi: “Il Forum è un’associazione di genitori, insegnanti e studenti che dall’autunno scorso sta svolgendo un lavoro di corretta informazione sul territorio per diffondere le ultime novità appartate al sistema scolastico, con incontri di confronto fra esponenti della maggioranza e opposizione partendo dalle domande del pubblico, con un corso di formazione su argomenti specifici legati alla riforma e con incontri con gli Istituti Comprensivi, dopo avere incontrato tutti i Dirigenti Scolastici. Ci aspettavamo dall’Assessore Stamboulis, dopo che ci siamo proposti pubblicamente al confronto e all’incontro con le famiglie, che scendesse in campo ma non per osteggiare a tutti i costi la politica del Ministero, diffondendo, insieme ad altri esponenti che ricoprono importanti incarichi istituzionali (sindacali e politici) sconforto e mala informazione fra le famiglie e i protagonisti della scuola (insegnanti e personale ATA), ma bensì proponendo lei, intelligentemente, incontri pubblici di informazione e confronto costruttivo sui principali temi del cambiamento. Ciò non è avvenuto, anche malgrado una schiera di insegnanti che anche in assemblee scolastiche come le Interclassi, danno volutamente notizie non vere sulle novità della scuola. Per questo proponiamo ai genitori una petizione che possa fare sapere all’Assessore che vogliono essere partecipi e protagonisti della scuola dei loro figli, per il bene comune. Un vivissimo ringraziamento a Mirko De Carli per la sua consulenza e per al volontà dimostrata di mettersi al servizio di chi ogni giorno vive nella scuola, per informare correttamente, in un genuino spirito di fare politica con la “P” maiuscola.

 De Carli: ringrazio Giulio Bazzocchi e tutto il Forum per l’opera di sensibilizzazione e l’impegno di questi mesi e dei futuri, che stanno facendo sul territorio. Come rappresentante della maggioranza di Governo era mio dovere, come da indirizzo preciso del Ministro, andare ad incontrare sul territorio i protagonisti della scuola. E con il Forum, che ha coordinamenti in provincia di Ravenna e fuori stiamo facendo proprio questo. Il fatto che si lanci un appello pubblico con la petizione all’Assessore Stamboulis è significativo: nonostante il Forum si sia a lei proposto in più di un’occasione per confrontarsi sui temi delle novità nella scuola, non ha dato mai risposta, rispondendo con mail da cinque righe alle richieste personali e pubbliche. Inoltre la tanto ostentata trasparenza e ponderatezza delle scelte del Consiglio comunale, in realtà non sono altro che decisioni preconfezionate dalla Giunta e poi portate al voto in Consiglio, senza margini di confronto e di concertazione, neanche in Commissione Cultura. Sono altresì poco chiari i sistemi di ripartizione in base al reddito ISEE delle famiglie per i servizi scolastici. Potremmo citare anche “battaglie” vinte per l’impegno dei genitori, come quelle della scuola di Casalborsetti e della “Guido Novello”, dove l’attaccamento dei genitori appunto alla scuola e la volontà di lottare per un diritto sacrosanto a mantenere aperta una struttura scolastica (Casalborsetti) e di vedere riconosciuto il diritto alla libera scelta della scuola dove mandare i propri figli hanno fatto sì che l’amministrazione comunale fosse messa di fronte alle proprie responsabilità. Come abbiamo fatto con queste due realtà appena citate, che hanno cercato in noi un sostegno leale e sincero, privo della strumentalizzazione politica che ci attribuiscono, quando ci occupiamo dei problemi concreti delle persone, dei cittadini, ci rendiamo disponibili per il futuro e mi impegno personalmente a mettere in campo tutte le mie possibilita, su vari livelli, perché venga tutelata la libertà dei genitori e dei protagonisti della scuola.

LA VERITA’ SULLE NOVITA’ NELLA SCUOLA

 

 

 

 Rimango esterrefatto nel constatare – afferma Giulio Bazzocchi, Coordinatore del Forum “Per una scuola libera” – come nel sito del “Tavolo Provinciale in difesa della Scuola Pubblica” (in difesa da chi e da che cosa ancora lo si deve ancora capire) ci sia ancora lo schema di volantino, pieno di inesattezze ed errori volutamente non corrispondenti a verità, che in settembre distribuivano in giro per la città, seminando allarmismo e mala informazione fra i genitori, gli insegnanti e gli studenti.

 INNANZITUTTO LA RIFORMA E’ SPERIMENTALE PER TRE ANNI.

Partiamo dalla scuola materna

Nello schema è indicato il tempo scuola in 25 ore antimeridiane con rientri solo se c’è disponibilità di organico. NON E’ VERO: è stato confermato il modello di 40 ore con 2 insegnanti per sezione. SOLO su richiesta delle famiglie, ci può essere la formazione di classi a 25 ore, ma solo in base alla scelta delle famiglie. Sono accolti bambini che compiono i 3 anni entro il 30 aprile successivo all’a. s. di riferimento, come da riforma Moratti. Prosegue l’esperienza delle sezioni primavera.

La scuola elementare

Il tempo scuola settimanale NON è solo di 24 ore e non è vero che ci sarà un potenziamento orario, in riferimento al tempo pieno, entro i limiti dell’organico assegnato. I modelli possibili di orario sono a 24, 27, 30 e 40 ore, in base alla richiesta delle famiglie e in base all’organico assegnato.

La legge 169/2008 introduce il modello dell’insegnante unico di riferimento, attivabile a RICHIESTA DELLE FAMIGLIE. Dall’a.s. 2009-2010 si applica alle sole classi prime.

Le 2 ore di insegnamento in aggiunta all’orario d’obbligo, sono a carico del fondo di istituto da REINTEGRARE CON RISORSE A CARICO DEL MINISTERO.

Le 27 ore settimanali, già previste dal D. Lgs. 59/2004, con esclusione delle attività opzionali facoltative si applica SU RICHIESTA DELLE FAMIGLIE. Tale orario viene assicurato dall’a.s. 2009-2010 alle classi prime e a regime all’intero ciclo.

Il modello fino a 30 ore, (modello didattico previsto dal D. Lgs. 59/2004, INCLUSE le attività facoltative integrabili con risorse a carico della scuola. Tale modello dall’a.s. 2009-2010 e fino alla conclusione del ciclo si applica a tutte le classi prime.

IL TEMPO PIENO (40 ORE SETTIMANALI): VIENE CONFERMATO L’INTERO ORGANICO DI 34.270 classi del 2008-2009: nessuna variazione.

E’ previsto un ampliamento sufficiente a soddisfare LA DOMANDA DELLE FAMIGLIE nel corrente a. s.

Le modalità di realizzazione del tempo pieno rimangono quelle previste (legge 176/2007): unico progetto educativo su tutte le 40 ore, DUE INSEGNANTI TITOLARI SULLA STESSA CLASSE.

SOSTEGNO: NESSUNA VARIAZIONE.

INSEGNAMENTO DELLE LINGUE: NESSUNA VARIAZIONE. Nello schema si legge: abolizione progressiva degli insegnanti specialisti di lingua. Ci saranno corsi di aggiornamento per quelli che non lo sono, con la possibilità di ampliare il proprio bagaglio culturale.

 La scuola media

Tempo normale: 30 ore settimanali e non 29 come da schema.

Tempo prolungato: 36 ore, prolungabile fino a 40 su richiesta maggioritaria delle famiglie e NON VERRA’ DRASTICAMENTE RIDOTTO, come da schema.

 PER LA SCUOLA MEDIA SUPERIORE E’ TUTTO IN FASE DI DISCUSSIONE E DI CONFRONTO FRA LE PARTI.

Come si può vedere, il volantino che il “Tavolo in difesa della scuola pubblica” E’ VECCHIO e anche quando è stato scritto, riportava inesattezze.

Invito gli amici del Tavolo a mettersi al servizio della scuola e soprattutto di chi la vive tutti i giorni, genitori, insegnanti e studenti, fornendo loro un motivo di confronto COSTRUTTIVO.

Il Forum “Per una scuola libera” da ottobre sta incontrando i protagonisti della scuola e notiamo che chi è più ostinatamente attaccato all’ideologia e alla linea dura a tutti i costi, tipica di un certo tipo di fare politica e di un certo sindacato, sono gli insegnanti. I quali, se leggono bene tutti i vari aspetti degli interventi scopriranno che la razionalizzazione messa in atto dal Ministro Gelmini e dal Governo va soprattutto a loro favore, nella valorizzazione del merito, nella progressiva messa in regola dei precari e nell’investire veramente MEGLIO i soldi spettanti al Ministero della Pubblica Istruzione.

A proposito della pubblica istruzione ci tengo a ribadire un concetto: la scuola è pubblica, gestita dallo Stato e da privati.

La libertà di scelta delle famiglie è alla base delle decisioni prese per migliorare la scuola e tale libertà va rispettata prima di tutto il resto. Questo è uno degli obiettivi: dare la possibilità a tutti di potere usufruire allo stesso modo della scuola gestita dal privato che dallo stato.

Questo può avvenire solo se tutti ci mettiamo al servizio della scuola e soprattutto dei bambini e degli studenti. Ma c’è ancora chi non lo fa e che fa il male della scuola, quella scuola che dice di difendere non si sa da chi, non si sa da cosa. Forse sono proprio loro i principali nemici della scuola stessa.

 Giulio Bazzocchi – coordinatore Forum “Per una scuola libera” di Ravenna

 www.perunascuolalibera.wordpress.com

 forumscuolalibera@libero.it

 giuliobazzocchi@libero.it

 cell. 328 9541626 – Facebook: Giulio Bazzocchi

INCONTRO ORGANIZZATO CON BANCA MEDIOLANUM A LUGO

12/05/09

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Incontro molto positivo tenutosi all’Hotel Tatì di Lugo, al quale hanno partecipato Mirko De Carli (esperto e consulente di diritto allo studio) e Giulio Bazzocchi, coordinatore del Forum. Presenti una trentina di persone, fra cui genitori, insegnanti, studenti e dipendenti di Banca Mediolanum. Ha introdotto la serata Claudio Saracini, Responsabile di Zona per Lugo della Banca, che ha subito fatto capire come l’essere banca al servizio del cittadino è stato e sarà sempre alla base dell’attività di Banca Mediolanum. Nello specifico, nel momento di crisi economico/finanziaria, la Banca è andata incontro ai propri correntisti, facendo loro compagnia con una serie di accorgimenti volti ad aiutarli nel momento critico; avendo sempre presente la persona come punto di riferimento del lavoro quotidiano. Pier Paolo Ricci, di Banca Mediolanum di Lugo, ha introdotto i due relatori:  Bazzocchi, illustrato l’attività del Forum “Per una scuola libera”, partendo dalla politica come servizio e come mettersi al servizio del bene comune. Nel seno del Circolo “T. More” di Ravenna, che svolge la propria attività tramite i Comitati “La lanterna della Circoscrizione” a contatto con i cittadini dei quartieri di Ravenna, per raccogliere le problematiche e portarle all’attenzione dell’amministrazione locale, il Forum è nato per diffondere correttamente e spiegare dal punto di vista normativo/giuridico e delle motivazioni, i cambiamenti proposti dal Governo e dal Ministro Gelmini, con la consulenza di Mirko De Carli. Non sono mancati gli spunti di confronto, a seguito delle sollecitazioni del pubblico, punto di partenza del metodo di lavoro del Forum stesso. Grande entusiasmo fra i genitori nel vedere come le Istituzioni si mettano, nel territorio, al loro servizio per il bene della scuola e dei suoi protagonisti: gli studenti, i genitori e gli insegnanti.

SONDAGGIO SULLA PARTECIPAZIONE DEI GENITORI ALLE DECISIONI DEL COMUNE SUI SERVIZI SCOLASTICI

COORDINAMENTO DI LUGO (RA)

                                                             logo_forum_per_una_scuola_libera

13/02/09

Benvenuti agli amici di Lugo, che ieri sera, durante la prima riunione organizzativa, hanno dato la loro disponibilità a spendersi per la scuola di Lugo, per un servizio ai cittadini e ai protagonisti della scuola stessa.

Grazie e buon lavoro!!!

COORDINAMENTO CASTEL S. PIETRO T. (BO)

      

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E’ con grande gioia e con vivo ringraziamento alla nostra coordinatrice di Castello Rosa Abrusci, che vi comunico la data del primo confronto pubblico fuori provincia di Ravenna. Il giorno 6 febbraio 2009, a Castel San Pietro Terme (Bo), si confronteranno sulla scuola Mirko De Carli e un’esponente del PD. Partecipate!

 Venerdì, 6/02/09  Castel San Pietro T. (BO)

 Un vero successo l’incontro del Forum “Per una scuola libera” che si è svolto  Venerdì 06 Febbraio a Castel S. Pietro T.

Un confronto con domande del pubblico che ha visto la partecipazione di esponenti di schieramenti politici opposti: Mirko De Carli (FI-PdL) e Claudia Sermasi (PD).

La sala gremita di insegnanti, genitori e studenti, accorsi anche da altri comuni, la presenza del Sindaco V. Zacchiroli, del consigliere provinciale G. Leporati (Fi-PdL), dei consiglieri comunali F. Rito (FI-PdL), Bernardi (PD), Dall’Aglio (PD), sono state la testimonianza del forte interesse suscitato dall’argomento: la novità proposte dal Governo e dal Ministro Gelmini per la scuola.

Il consulente di diritto allo studio Mirko De Carli si è soffermato lungamente sulle numerosissime domande che gli sono state rivolte, fornendo risposte esaustive e dettagliate, che hanno soddisfatto le richieste dei presenti, a riprova di quanto sia importante l’attività informativa svolta dal Forum sul territorio.

Non sono mancati confronti e discussioni anche animose fra le parti, dovute proprio alla strutturazione bipartisan dell’incontro, facendo emergere tutte quelle differenze ideologiche e di natura politica che hanno caratterizzato le occupazioni scolastiche e le manifestazioni di piazza.

E’ da oltre 30 anni, infatti, che la scuola italiana subisce riforme e cambiamenti legati all’avvicendarsi dei diversi governi e ciò ha alimentato sempre più la necessità di fare chiarezza sui mutamenti in atto.

Genitori e insegnanti sono stati rassicurati ampiamente sul processo di rinnovamento in corso, in linea con il raggiungimento degli standard qualitativi europei, razionalizzando e contestualizzando le risorse, ma valorizzando la centralità dello studente sia nel processo educativo sia in quello di riforma: una realtà che avanza in Italia, ma che è già consolidata in Europa. Alla fine dell’incontro, anche fra i più critici della riforma, si è apprezzato lo sforzo da parte di Mirko De Carli di mettersi in ascolto delle esigenze e delle preoccupazioni di chi nella scuola vive la propria vita e si è così instaurato un canale virtuoso di collaborazione per il futuro.

Un altro tassello nel lungo e impegnativo percorso di stabilire un confronto e un dialogo sempre più costruttivo e propositivo con i protagonisti della scuola, genitori, insegnanti e studenti.

Come scopo, il bene dell’alunno, dello studente e la politica intesa come servizio per il bene comune.

 

Rosa Abrusci – Coordinamento Forum Castel San Pietro Terme (BO)

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